TRENTA

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Sulla riva del mio paese il mare si è accorto di me e fa le feste come un grande cane. Il mare, gigantesco amico, dalle piccole mani bianche che raspano la ghiaia,
ecco che scavalca i contrafforti dei moli, impenna la bianca pancia e salta i monti, eccolo che arriva festoso come un immenso cane dalle zampe bianche di risucchio. Tacciono i grilli, tutte le pianure sono invase, campi e vigneti, ora solo un contadino alza il tridente e grida: ecco il mare sparisce bevuto dalla terra.
Ciao, mare.
Italo Calvino
Pantelleria – estate 2017
Polaroid SLR 680

 

VENTINOVE

insulare_ventinovePer mesi dimentico che il vento esiste; solo me ne resta un indistinto bisogno.
Ma basta che un giorno una folata s’alzi dal fondo di un viale e mi venga incontro,
e io ricordo il mio paese seminato dal vento in riva al mare, con case una a monte
e l’altra a valle, e in mezzo il vento che scende e sale, e vie a gradini e ciottoli,
e squarci di cielo azzurro e ventoso sopra i vicoli.
E casa mia con le persiane che sbattono, le palme che gemono alle finestre.
Così sono io, uomo da vento, che ha bisogno camminando di attriti e di abbrivi, parlando di mettersi tutt’a un tratto a gridare mordendo l’aria.

Italo Calvino
Pantelleria – estate 2017
Polaroid SLR 680

VENTOTTO

insulare_ventotto

Alle volte un treno va via sulla riva ferrata del mare e sul quel treno ci sono io
che parto. Perché io non voglio restare al mio paese pieno di sonno e d’orti.
Io vado, ciao paese.
Italo Calvino
Pantelleria – estate 2017
Polaroid SLR 680